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 “Dipinto di Blu” nasce dall’unione di due passioni: quello per l’arte ceramica e per il bijou originale.

Porcellana, grès, ceramica raku e talvolta l’utilizzo di oro o platino applicati in terza cottura, sono le materie e le tecniche utilizzate per realizzare le collezioni che troverete nella galleria.

Monili ideati, progettati, realizzati con pazienza, dedizione, passione e continua voglia di sperimentare sempre nuovi design, tecniche e soluzioni.

Rigorosamente realizzati a mano e assemblati talvolta con supporti in argento forgiato artigianalmente, ogni pezzo risulta unico e irripetibile… proprio come ognuno di noi.

Biografia

Ornella Amatucci

 

Curiosità, fantasia, manualità e progettualità: le mie attitudini che hanno reso possibile realizzare "Dipinto di Blu".

 

Sono nata a Torino e fin da bimba, per tradizione familiare, sono sempre stata a contatto con prestigiosi atelieres dell’alta moda torinese. Cosi si è sviluppato in me il piacere e il gusto per l’originalità e il design contemporaneo.

Ho conseguito il diploma presso il liceo artistico “R. Cottini” di Torino. Successivamente ho coltivato l’interesse per l’arte dipingendo e frequentando corsi liberi presso l’Accademia delle Belle Arti a Torino. Però avendo sempre avuto interesse e predispozione per le attività manuali, ho cominciato quasi per gioco a creare bijoux.

 

E’ nata una vera passione e attraverso anni di sperimentazione e l’utilizzo di materiali diversi, sono approdata all’arte ceramica realizzando finalmente  anche un vecchio sogno nel cassetto.

Ho frequentato vari corsi e workshop condotti da artisti italiani e internazionali per acquisire molteplici ed eterogenee esperienze e tecniche che applico alle mie creazioni.

Nasce così “Dipinto di blu”  ispirato al famoso successo melodico di qualche decennio fa a cui sono legata affettivamente.

 

Obiettivo

Nell’attuale scenario di globalizzazione dei mercati e dei prodotti, “Dipinto di blu” si prefigge l’obiettivo di valorizzare e recuperare l’artigianato italiano e antichi mestieri.

Propone gioielli dal design contemporaneo, impiegando l’antica arte ceramica, facendo incontrare tradizione e modernità.

 Utilizza materiali di prima qualità, smalti atossici e per l’assemblaggio componenti anallergici.

Ogni creazione risulta unica e irripetibile sia intenzionalmente che per l’impossibilità di riprodurre  artigianalmente in modo seriale.

 La presenza di imperfezioni non è da considerarsi quindi un difetto ma anzi, una prova che il prodotto è realmente
frutto di manodopera artigianale.

 

 

 

 

Le tecniche

LA PORCELLANA: la tecnica detta "all’osso”

La porcellana è il piu’ nobile degli impasti ceramici perchè considerata “pura” per la sua composizione chimica e il suo biancore, tanto che nell’antica Cina è stata usata per il conio della moneta, da qui definita “oro bianco”.

La tecnica detta “all’osso” prevede due cotture: la prima a 980° per fissare la forma (biscottatura) e poterla scartavetrare al fine di eliminare sbavature o altri segni di lavorazione; la seconda cottura a 1280°, per la quale la procedura tradizionale prevederebbe l’applicazione dello smalto colorato o trasparente, il pezzo invece viene nuovamente scartavetrato per la rifinitura finale e il conferimento di un effetto di setosità e di piacevolezza al tatto.

Nel caso in cui venga applicato il lustro oro/platino kt 18 o disegni in decalcomania l'elemento viene cotto una terza volta a temperatura piu’ bassa (780°) per fissare la decorazione.

IL RAKU: la terra, l’acqua il fuoco e l’aria

La tecnica Raku risale al XVI secolo. Nata dalla cerimonia del tè in Giappone e legata alla filosofia Zen, significa “gioire il giorno”, vivere in armonia con le cose e gli uomini. Riscoperta e rivisitata dal mondo occidentale attraverso Bernard Leach negli anni 60 del secolo scorso, il raku influenzò il mondo dei ceramisti moderni.

La tecnica consiste nello smaltare in seconda cottura i pezzi in ceramica refrattaria con forni a gas (920°/960°): arrivata la temperatura desiderata i manufatti vanno estratti incadescenti dal forno e trattati con materiale organico combustibile (foglie, segatura, rami secchi, carta etc.) per iniziare il processo di riduzione d’ossigeno. Questa pratica farà in modo che i metalli contenuti negli smalti (rame, argento, oro, ferro, etc.) risaltino per effetto della mancata ossidazione. Lo sbalzo termico produrrà inoltre delle crepe nello smalto e nell’argilla che anneriranno per il fumo, disegnando casualmente craquellè o puntinature che varieranno da pezzo a pezzo in modo imprevedibile. Questa peculiarità dà alla creazione una texture unica e irripetibile che rende singolare ogni pezzo.

Espongo a...



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